Firma la petizione: Tuteliamo la salute pubblica: restiamo tutti a casa!

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#iorestoacasa

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L’Italia dai mille volti, l’Italia che non si smentisce mai!
Stiamo vivendo il momento più critico forse della storia dell’umanità. Abbiamo visto migliaia di persone morire e medici con loro, con i volti segnati dal lavoro, dalla fatica e dalla sofferenza e che con grande abnegazione con i soli mezzi disponibili lottare per contenere questo grave fenomeno. Ci siamo sottoposti a misure restrittive che hanno cambiato le nostre abitudini come non avremmo mai immaginato sei mesi or sono!
Abbiamo riconvertito le industrie!
Abbiamo dimostrato grande solidarietà come popolo,e grande dignità!
Nel momento in cui si intravede una minima possibilità di contenimento del contagio quell’Italia che non si smentisce mai, viene fuori con una nota del Viminale quasi a vanificare lo sforzo fatto finora. Consentire ai bambini che sono quelli che meno di tutti rispettano le regole di poter uscire, così come gli anziani, significa esporre le categorie più deboli al contagio e alle conseguenze letali della malattia. E noi come presidenza dell’AOICO e come Direttivo in congiunta con il Gruppo Campano ORL, condividendo la posizione di altre associazioni, riteniamo che questa misura vada ritirata perché veicola l’idea sbagliata che la pandemia sta passando e si può mollare! ll centro-sud e l’Italia intera non potrebbero reggere ad un’ondata epidemica di ritorno. Compromette un risultato che ancora è lontano e la sopravvivenza delle persone.
Firma anche tu la petizione a tutela della salute pubblica!

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Lettera del Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi Prof Marco Piemonte

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 In questi giorni l’epidemia di Coronavirus sta drammaticamente colpendo l’Italia con i suoi cittadini e il suo tessuto sociale, mettendo a durissima prova il nostro sistema sanitario e le sue strutture. 

Certamente i reparti di Rianimazione, di Pronto Soccorso, di Medicina d’Urgenza, di Malattie Infettive e via via, con il diffondersi dell’epidemia e la crescita numerica dei contagiati, di tutte le specialità stanno offrendo negli Ospedali Italiani una superba prova di professionalità, di dedizione e di capacità di affrontare una situazione di grave emergenza, senza precedenti nell’ultimo secolo e oggettivamente di difficile prevedibilità. 

In questo contesto sanitario di prevalente interesse internistico, infettivologico e rianimatorio potrebbe sembrare che la chirurgia italiana fosse posta in disparte e, di fatto, ridotta quasi all’inazione. 

Il Collegio Italiano dei Chirurghi, autorevole voce della Chirurgia Italiana di ogni branca specialistica e rappresentante di oltre 50 Società Scientifiche, ritiene opportuno riaffermare a tutti i cittadini, anche in questi giorni di profonda difficoltà e di sconvolgimento emergenziale dell’assistenza sanitaria pubblica e privata, il costante e fattivo impegno dei Chirurghi Italiani nell’assicurare alla popolazione l’attività chirurgica in tutti i casi di emergenza e urgenza, nei pazienti oncologici e in tutte le patologie che necessitino trattamento chirurgico non differibile. Pur con indiscutibili difficoltà, legate alla situazione contingente delle strutture ospedaliere, l’opera dei Chirurghi Generali e Specialistici continua ad essere prestata con ogni necessario mezzo, con la competenza e la professionalità di altissimo livello che la comunità scientifica internazionale ci ha sempre riconosciuto. 

La sospensione e il differimento nel tempo fino all’esaurimento dell’emergenza epidemica, di tutti gli interventi chirurgici non urgenti e differibili e, al contempo, la sospensione delle attività ambulatoriali chirurgiche non urgenti o prioritarie, disposte dai provvedimenti emergenziali di legge, ha reso inoltre disponibili importanti forze-lavoro tra i chirurghi: è opportuno che i cittadini siano informati che, ancora una volta e come sempre, tutte le energie dei chirurghi italiani vengono rivolte all’interesse della salute pubblica e che di conseguenza anche i professionisti temporaneamente inibiti dallo svolgere le loro funzioni ordinarie vengono regolarmente impegnati nei percorsi di triage e di assistenza non chirurgica dei pazienti colpiti da infezione COVID-19. 

Come Chirurghi, insieme a tutti i nostri Colleghi di ogni Specialità e a tutti gli Operatori Sanitari di ogni Professione (Infermieri, Tecnici, Ausiliari, Volontari, ecc.), prendiamo atto con molto favore dei sentimenti di gratitudine e del riconoscimento della nostra meravigliosa attività assistenziale nelle condizioni difficilissime di questo periodo. Affrontiamo con consapevolezza il pesante carico di responsabilità e di lavoro che ci viene attribuito istituzionalmente e professionalmente, affrontando e condividendo con piena coscienza anche i notevoli rischi personali di contagio virale per causa di servizio (confermati, purtroppo, da numerosi esempi già rilevati in molte sedi tra gli Operatori Sanitari, di molte volte superiore a quello dei comuni cittadini). 

Possiamo solo auspicare che questi sentimenti di apprezzamento, stima e sostegno da parte dei cittadini e dei “media” non vengano rapidamente dimenticati alla conclusione della attuale situazione di emergenza, ma possano essere confermati e radicati in tutti gli Italiani anche dopo l’emergenza, al fine di rafforzare l’indispensabile qualità fiduciaria del rapporto medico-paziente, di ridurre i conflitti spesso pretestuosi di tipo medico-legale e di limitare i toni talora francamente intimidatori e diffamatori di notizie ampiamente divulgate come “malasanità” e “malpractice”, non sempre per motivi disinteressati. 

È evidente e conclamato come tutti gli operatori sanitari, in questa “emergenza” ma anche nella precedente ordinaria attività, sappiano (ed abbiano saputo) comportarsi, nell’approccio alle necessità della sanità pubblica, con il dovuto e consueto spirito di sacrificio, sapendo superare ostacoli burocratici, peraltro cronicamente noti ed enfatizzati, come la mancanza di personale specialistico dedicato e come l’orario di servizio prolungato. 

Come conseguenza di questo non vorremmo che, poi (come sembra trasparire), si venisse accusati di responsabilità diretta essendo adibiti a “specialità diversa” ed “oltre l’orario di servizio”. Facciamo per questo appello al legislatore perché chiarisca, a futura memoria, che quanto offerto da tutte le categorie interessate è stato fatto nell’interesse del paese! 

I Chirurghi Italiani del Collegio Italiano dei Chirurghi desiderano con queste brevi note offrire spunti di rassicurazione e di maggiore tranquillità a tutti i cittadini e in particolare ai numerosissimi pazienti che sanno di poter contare ieri, oggi e domani sulle loro cure ed attenzioni professionali. 

Parafrasando alcuni “hashtag” oggi in diffusa circolazione, ci permettiamo di affermare con forza che i chirurghi “stanno con l’Italia”. Fieri di essere Italiani. Fieri di essere Chirurghi. 

Il Presidente 

Prof. Marco Piemonte 

Roma, 15/03/2020

Smentita del Presidente Prof Franco Ionna

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Sono felice di smentire il mio post di ieri e vi giro il messaggio del mio amico prof Spriano direttore dell’ORL dell’Humanitas “Franco, humanitas ha messo a disposizione 300 letti per pazienti coronavirus, tutti occupati e 24 letti di rianimazione, tutti occupati da pazienti coronavirus.
Solo 12 letti di terapia intensiva sono per pazienti non covid e circa 100 di degenza ordinaria per tumori maligni. Oggi operiamo solo oncologici. Pino

Queste le parole del prof Bussi che sosteniamo con l’affetto e la Sima di sempre. “Il gruppo ospedaliero privato di cui faccio parte segue da solo circa il 20% dei ricoverati per Covid-19 in Lombardia; il San Raffaele, l’ospedale per cui lavoro, ha chiuso totalmente anche la chirurgia oncologica per accogliere questi pazienti, gestiamo oggi 5 rianimazioni e un blocco operatorio per soli intubati Covid, apriremo 14 nuovi letti di rianimazione lunedì non avendo più un solo letto di rianimazione per patologia ordinaria, ho collaboratori e infermieri decimati dalla infezione, gli altri ora avviati ai turni di PS per pazienti infetti; io lavoro ogni giorno coi miei 67 anni e non poca paura perché non ci si può fermare”.
In questo momento difficile è molto significativo il suo messaggio il qualità di Presidente della SIO.

 

La lotta è dura e nessuno si tira indietro!
CE LA FAREMO!!

Prof Franco Ionna
Presidente dell’AOICO